10 buoni motivi per votare NO

Contrariamente a quanto Renzi vuole farci credere, la sua "riforma" non risolve alcun problema, anzi, ne crea di nuovi.

Non diminuisce i costi della politica

La Ragioneria dello Stato ipotizza per il Senato risparmi modesti per soli 50 milioni di euro a fronte di costi aggiuntivi per 300 milioni dovuti all'introduzione della nuova legge elettorale (con ballottaggio) voluta da Renzi.

Crea un Senato casta di nominati

I senatori vengono nominati dal Presidente della Repubblica e dai Consigli regionali e, oltre allo stipendio da sindaco o consigliere regionale, riceveranno una diaria e un rimborso spese per vitto, alloggio e segreteria.

Travolge le autonomie virtuose

Invece che andare verso una moderna forma di federalismo, per premiare gli amministratori virtuosi e punire quelli spendaccioni e incapaci, taglia indistintamente funzioni e risorse economiche a tutti gli enti locali.

Non introduce il vincolo di mandato

Per i parlamentari che cambiano partito durante la legislatura non viene introdotto il vincolo di mandato e l'obbligo di mollare la poltrona.

Riduce la partecipazione diretta dei cittadini

Triplica da 50mila a 150mila le firme per presentare disegni di legge di iniziativa popolare e rimanda ad una futura legge costituzionale i referendum propositivi.

Non porta leggi-veloci ma leggi-truffa

Non è vero che in Italia sono necessari mesi o anni per approvare le leggi: tutto dipende dalla volontà politica. Basti pensare che la Legge Fornero, che ha fregato e rovinato milioni di italiani, è stata approvata in 16 giorni!

Dà l'immunità a 95 sindaci e consiglieri regionali

Attualmente consiglieri regionali e sindaci non godono dell'immunità. A seguito della riforma, 95 di essi potranno usufruirne trasformando il Senato in un "refugium peccatorum" per gli amministratori locali con problemi di giustizia.

Non semplifica, non supera il bicameralismo

Altro che eliminazione degli enti inutili! La riforma moltiplica i percorsi legislativi, creando maggiore confusione e conflitti di competenza tra Stato e Regioni, tra Camera e Senato.

Svende l'Italia all'Europa

Introduce in Costituzione delle clausole che subordinano l'Italia all'Unione Europea oltre a non consentire agli italiani di esprimersi su trattati e temi riguardanti l'Europa.

Restituisce una Costituzione pasticciata

Rende sostanzialmente intoccabile la Costituzione: ogni modifica richiederà, infatti, il voto di una Camera e di un Senato eletti in tempi e modalità diverse, e composti verosimilmente da maggioranze diverse.